ITALO FILIPPIN ARCHITETTO 

Ho iniziato l'attività lavorando dal 1981 in una società di costruzioni (1981-'87). Partecipando alla realizzazione di opere di ingegneria civile ho acquisito esperienza dei processi produttivi, soprattutto di opere pubbliche. Una breve esperienza in ambito universitario (IUAV - A.A. 1983-'84) dopo la laurea si è conclusa con due pubblicazioni. Dal 1983 ho iniziato anche l'attività di libero professionista occupandomi pressoché esclusivamente di progettazione architettonica ed urbanistica per committenti privati, società ed enti pubblici. Competenze specifiche sono state sviluppate nella progettazione dalla fase creativa a quella esecutiva, nella prevenzione degli incendi, nella direzione dei lavori e nel coordinamento per la sicurezza; sono stati approfonditi gli aspetti riguardanti la sostenibilità, la compatibilità ambientale ed energetica dei progetti. In questi anni è maturato il bisogno di trasmettere il mestiere ai neolaureati in architettura che fanno pratica nel mio studio; partecipando a dei concorsi di progettazione e confrontandomi con loro ho conservato vivo l'interesse per l'architettura. Con loro e con i collaboratori sviluppo plastici di opere e prototipi di particolari costruttivi. Nell'ambito del Progetto Formativo e di Orientamento dello IUAV ospito studenti e laureandi in architettura per lo svolgimento del tirocinio previsto nel piano di studio. Mi sono occupato anche di disegno industriale curando oltre al progetto anche la realizzazione di modelli per la produzione seriale. Ho collaborato con il prof. Pedeferri del Dipartimento di Chimica Fisica Applicata del POLITECNICO di Milano per lo studio delle problematiche connesse all’elettrocolorazione del titanio per il modello di un letto. Tra le collaborazioni professionali figurano anche quelle con Andrea Costi, Làszlò Viràg, Fiorenzo Bernardi, Carlo Beraldo, Chiara Filippin, Candida Napoli e Fernando Lucato.

 
 
METODO
Una costruzione deve servire agli scopi per i quali è stata intrapresa la sua iniziativa siano essi dormire, lavorare oppure anche altro. Ho sempre ritenuto che le cose necessarie siano le più belle e le più difficili da realizzare. Un muro deve sostenere e riparare; attraverso una finestra entra la luce ed il calore. Tutti gli elementi servono a qualcosa ma devono essere combinati ad arte, proporzionati per il benessere delle persone ed il rispetto dell'ambiente. Ciò è vero per le costruzioni ma lo è anche per gli oggetti che utilizziamo tutti i giorni siano essi un tavolo oppure un letto. Tutto deve essere leggibile e scomponibile in parti elementari che si possano identificare. Un particolare costruttivo deve essere evidente nella sua fattezza e semplice da realizzare. L'idea merita di essere servita a prescindere dal portatore, tanto più se si considera che la realizzazione di un'opera è un processo che richiede l'apporto di molteplici competenze e discipline.La memoria di un luogo, le sue condizioni ed i suoi vincoli sono la premessa per l'intuizione, per capire quale insediamento umano un sito possa accogliere. Nell'insieme dei vincoli quelli di natura finanziaria sono determinanti per qualsiasi iniziativa; dal confronto continuo del preventivo particolareggiato con le risorse disponibili scaturisce la possibilità per qualsiasi progetto di prendere forma. Questo è l'approccio utilizzato nell'architettura, nell'urbanistica e nel disegno industriale che sono le più importanti attività che ho esercitato negli anni.

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